THROUGH HER EYES
Una serie di cinque film diretti da registe italiane
Mercoledì 3 giugno | ore 18:30 (apertura al pubblico ore 18:00)
Istituto Italiano di Cultura
710 Sansome Street, San Francisco
IL TEMPO CHE CI VUOLE (The Time it takes)
Regia: Francesca Comencini
Italia/Francia, 2024, 110 min
Con: Fabrizio Gifuni, Romana Maggiora Vergano, Anna Mangiocavallo, Luca Donini
In italiano con sottotitoli in inglese
REGISTRAZIONI IN ARRIVO
SINOSSI
Tra memoria e cinema, il film ripercorre la crescita di Francesca all’ombra del padre, il famoso regista Luigi Comencini. Attraverso frammenti dell’infanzia, dell’adolescenza e della prima età adulta, rievoca la distanza emotiva, i malintesi, l’ammirazione e l’amore non detto che hanno segnato il loro legame. Il cinema non è soltanto uno sfondo, ma il linguaggio stesso attraverso cui padre e figlia si incontrano e si confrontano. Il filo centrale del racconto richiama la realizzazione de Le avventure di Pinocchio, l’iconico adattamento televisivo di Luigi Comencini. Il set cinematografico diventa per Francesca sia un luogo di gioco che uno spazio formativo: un mondo di immaginazione e creazione collettiva, ma anche un luogo in cui l’intensità professionale del padre spesso oscura la vicinanza personale. Muovendosi tra passato e presente, realtà e ricordo, Il tempo che ci vuole è una riflessione sul tempo necessario per comprendersi — il tempo che serve per crescere, separarsi e infine riconciliarsi. È una meditazione delicata sulla famiglia, sull’eredità artistica e sulla gratitudine, nonché il tentativo di una figlia di dire finalmente ciò che prima non era stato possibile.
NOTE DELLA REGISTA
Dopo tanti anni trascorsi a fare lo stesso lavoro di mio padre e a cercare di essere diversa da lui, ho voluto raccontare quanto gli debba per tutto ciò che sono: ho voluto rendere omaggio a mio padre, al suo modo di fare cinema, al suo modo di essere, all’importanza che il suo lavoro e il suo impegno hanno avuto per il nostro cinema, e all’importanza che la sua persona ha avuto per me. Forse, mi sono detta, forse ora sono abbastanza grande, forse ora ne sono capace, forse ora sono all’altezza di questa storia. Forse è il momento di dire grazie.